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Lettera da John Parry a Elaine Parry
Informazione di lettera
Mittente

John Parry[1]

Destinario/a

Elaine Parry[1]

Data di scrittura

24 giugno 1985[1]

Questa lettera fu scritta da John Parry quando si trovava al Colville bar, Alaska.[1]

ContenutoModifica

Cara, ci vorrà un po' di tempo prima che mi capiti la possibilità di spedirti un'altra lettera; questo è l'ultimo centro abitato prima di addentrarci sulle colline, quelle dette The Brooks Range. Gli archeologi non stanno nella pelle dalla voglia di metterci piede. Un tizio è convinto che troverà segni di insediamento umano di epoca assai precedente a quanto non sia mai stato nemmeno sospettato; e quando gli ho chiesto di quanto precedente, e perché ne era tanto certo, mi ha parlato di certi intagli in avorio di narvalo che aveva trovato in un altro scavo tempo fa, e che erano stati datati con il Carbonio-14 a un'epoca incredibile, di gran lunga al di fuori della gamma di possibilità considerate attendibili fino ad allora; un risultato anomalo, in effetti. Non sarebbe curioso se fossero arrivati, attraverso la mia anomalia, da un altro mondo? Ansi, a proposito, il fisico Nelson e io a questo punto siamo diventati amiconi: mi prende in giro continuamente, fa allusioni al fatto che lui sa che io so che lui sa, e così via; mentre io pretendo di continuare a essere quel gran capoccione del maggiore Parry, un tipo solido e quadrato su cui si può contare in un'emergenza ma certo non particolarmente dotato di quella roba grigia che sta in mezzo alle orecchie, ecco; ma ho capito benissimo di che cosa va in cerca. Tanto per cominciare, anche se è un universitario con tutti i crismi, il suo finanziamento in realtà viene dal ministero della Difesa (i loro codici finanziari li conosco bene); e poi, tanto per continuare, i suoi cosiddetti palloni meteorologici sono tutt'altra cosa (ho guardato nella cassa): è una tuta antiradiazioni, te lo dico io. Insomma, una strana faccenda, mia cara. Io mi atterrò al mio programma, comunque: porterò gli archeologi dove vogliono andare e me ne andrò via per qualche giorno per conto mio, a cercare l'anomalia; e se mi dovessi imbattere in Nelson che se ne va in giro anche lui per il Lookout Ridge vorrà dire che andrò a naso e improvviserò.

Più tardi Un vero colpo di fortuna. Ho conosciuto l'amico eschimese di Jake Petersen, Matt Kigalik. Jake mi aveva indicato il posto dove cercarlo, ma non speravo di riuscire davvero a trovarcelo. Mi ha detto che anche i sovietici sono andati in cerca dell'anomalia: lui si è imbattuto in un tizio, su per le colline, pochi mesi fa, e lo ha tenuto d'occhio per un paio di giorni senza farsi vedere, perché aveva indovinato quel che stava facendo, e aveva proprio ragione, visto che è venuto fuori che quell'uomo era un russo, una spia; ma non mi ha detto altro. La mia impressione è che l'abbia fatto fuori lui. Però, mi ha descritto la cosa che sto cercando. È come un'apertura nell'aria, una specie di finestra. Tu ci guardi attraverso, e vedi un altro mondo. Solo che non è facile da trovare, perché in quella parte l'altro mondo sembra assolutamente identico a questo: rocce, muschio, e così via. Si trova sul lato sinistro di un torrentello, una cinquantina di passi a ovest di un'alta roccia che ha la forma di un orso in piedi, e la posizione che mi ha dato Jake non è del tutto esatta: è piuttosto 12" Nord che 11".

Augurami di aver fortuna, mia cara. Quando tornerò dal mondo degli spiriti ti porterò un trofeo. Ti amo, per sempre. Da' un bacio al piccolo da parte mia. Johnny.

ApparizioniModifica

NoteModifica

  1. 1,0 1,1 1,2 1,3 La lama sottile - Capitolo 5: Posta aerea

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